Il 2002 è stato l’ultimo anno palindromo. Non della storia, per fortuna, ma considerando che il prossimo sarà il 2112, ho il fortissimo sospetto che non ne saremo testimoni. Magari nel frattempo la criogenesi modello “Vanilla Sky” farà passi da gigante, oppure scopriremo una fonte di giovinezza spersa in qualche remota foresta, o ancora, spero e credo la più probabile, i viaggi nel tempo diventeranno routine.
Questa premessa temporale nasce da uno dei tanti appuntamenti nei nostri studi, il 2002 è l’anno di nascita di un giovanotto (sto diventando un boomer?) che si è tatuato con la nostra Anna, altro palindromo, non a caso.
Ad ogni modo, facendo quattro chiacchiere, la cosa affascinante è stata capire come cambino i tempi, i valori, le mode, praticamente quasi tutto. Tranne le cose semplici e naturali, per esempio una risata contagiosa dopo aver raccontato una storia con un lieto fine amaro, per non dire triste.
Tornando al 2002, tu che leggi, eri nato? Andavi a scuola? Mettevi su famiglia?
Mi pare un buon principio da cui sviluppare una conversazione a cuor leggero, vagamente nostalgica, evitando tuttavia inciampi retorici. Quelli proviamo a risparmiarceli.
Alla fine è proprio come nei palindromi, si parte da un inizio, si fa un giro completo e si torna al punto di partenza, ancora e ancora.
Accade con le parole e le storie, con i giorni e gli anni e quindi con le persone e le generazioni.
Potrebbe tutto essere un gigantesco palindromo: dall’impero romano alle dirette su twitch, facendo un bel salto ecco.
Chissà.
L’unica cosa che ci resta da fare è godersi questo dubbio, e, al limite, aspettare il 2112 e vedere se qualcuno scriverà una roba simile.
Ai post-eri l’ardua sentenza.

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